Seconda puntata [5 ottobre]
La fortuna degli stabilimenti balneari scaturì principalmente dalla costruzione di una “tramvia” a vapore Roma-Tivoli di una società belga, la “Società Anonima dei Tramways e Ferrovie Economiche Roma Milano Bologna”. Il Comune di Tivoli diede la concessione per la costruzione della ferrovia.
“Per solennizzare il faustissimo giorno nel quale l’inaugurazione della FERROVIA ECONOMICA A VAPORE schiuderà per noi un era novella pel maggior sviluppo dell’industria e del commercio, l’alba del 15 corr.verrà salutata da ripetuti colpi di mortari“.
Così nel manifesto del 12 giugno 1879 la Giunta Municipale, formata dal Sindaco Taddei e dagli assessori Conversi, Giannozzi, Coccanari e Sabucci, annunciò il programma per l’inaugurazione del Tramway. A Bagni il treno entrava direttamente nello stabilimento “balneario” per la discesa dei viaggiatori e delle merci. Il successo delle Terme fu assicurato. I bagnanti arrivavano da Roma con un’ora di viaggio (più o meno lo stesso tempo di percorrenza di oggi) e potevano godere di bagni comuni per 10 Baiocchi, bagni in camerino per 15 baiocchi e bagni caldi per 25 baiocchi.
I bagni alle terme procuravano un gran benessere e stimolavano l’ironia e l’allegria popolare:
Ci vidi sor Arfredo lu teputatu, ci vidi lu sindicu colla barba nera e la pelle de morosaracinu, a notà come ‘nanquilla! Pezzi rossi e micchi tutti nfrasticati: chi se ghietta da pell’aria, chi se mette a panza a sole: chi sbatte li denti: chi se tira l’acqua addossu, chi se la beve, chi ci se fa li sciacqui e chi ci se ghiembe le bocce e li fiaschi pe areportalla a casa … [1]
Fu l’ing. Faustino Anderloni che con la sua società progettò e costruì lo stabilimento delle Acque Albule. Ben presto però, data la grande affluenza di pubblico, l’impianto si dimostrò insufficiente alle esigenze dei bagnanti. Il successo fu tale che nel ‘20 fu necessaria una ristrutturazione che ammodernò e ampliò gli impianti.
… [continua]
[1] tratto da uno scritto di Evaristo Petrocchi pubblicato il 25 luglio 1908