Continuo a scrivere di quello che altri dimenticano perché ora è così: le notizie sono triturate da una valanga di “informazioni” che spesso si rivelano rumore di fondo. Ed allora ecco una nuova puntata sulle terme di Roma, che però sono nel comune di Tivoli. Scrivo per non perdere di vista la procedura che dovrà privatizzare le acque “bianche”.

In questa terza puntata avrei voluto descrivere la vita alle terme e la gestione politico economica durante il ventennio. Purtroppo i documenti sulle terme durante gli anni del fascismo non sono tantissimi e sembra quasi che tutto sia trascorso senza lasciare traccia. Ho trovato, negli archivi dell’Istituto Luce, dei cortometraggi che illustrano come in quegli anni le terme di Tivoli erano molto frequentate e che anche le classi sociali meno abbienti avevano la possibilità di godersi una giornata di sole nelle piscine delle acque termali. Almeno così sembra. Un altro filmato interessante è l’inaugurazione di una “corriera” a due piani, lunghissima, che, passando per la via tiburtina, collegava Roma a Tivoli con sosta a Bagni. Il filmato si chiude con la ripresa dall’esterno che vede la corriera arrampicarsi per la curva del “regresso” e proseguire verso la dritta salita che porta in città.

Purtroppo sono riuscito a “tirar fuori” da quel bellissimo archivio solo una foto degli anni trenta delle cave di travertino.

cavetivolianni40

Anche sulle cave ci sono molti documenti video che però non si riescono ad esportare, o meglio è la mia imperizia che non mi permette di renderli pubblici. Peccato perché sono una memoria del nostro territorio che dovrebbe essere recuperata. Per accedere alla visione di quei documenti è necessario registrarsi ed è consigliabile per chi desidera fare ricerche  sui media conservati nell’archivio dell’Istituto Luce.

In sintesi le informazioni che ho sulle terme sotto il fascismo sono pochissime e non sono  riuscito a curare questa parte come avrei voluto.  Potrebbe essere utile un contributo dei lettori per meglio definire quel quadro incerto che sono riuscito a tratteggiare. In fondo la “rete” dovrebbe servire proprio a questo.

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