Val di Susa – 4 luglio
Val di Susa – 4 luglio
Siamo talmente presi dai ballottaggi di Milano e di Napoli che ci dimentichiamo che tra un paio di settimane tutta l’Italia è chiamata alle urne per difendere il futuro e la
democrazia

Carissim@ amic@,
sabato 4 Dicembre ci vediamo al GAP in via Enrico Toti 45 a Tivoli, dalle 9.30 alle 13.00 per la consueta distribuzione settimanale.
La partecipazione al gap sta gradualmente aumentando e ogni settimana vengono a trovarci persone e famiglie nuove e auspichiamo che questa tendenza possa continuare con la stessa costanza, settimana dopo settimana. Più siamo e meglio stiamo!
E’ piu’ di un anno e mezzo che è iniziata questa esperienza di spesa collettiva; il GAP ha esordito a Tivoli distribuendo pagnotte acquistate al panificio ad 1 € al Kg, in sole tre mattinate sono stati distribuiti 350 kg di pane. Dopo questo successo, quella che era nata come una sporadica iniziativa contro il carovita, ha mostrato le proprie potenzialità e si è consolidata. Cosi’ si è iniziato ad acquistare altri prodotti essenziali come la pasta e il riso, i pomodori, le patate. Il resto è venuto da se.
Tutti i prodotti che abbiamo acquistato fin’ora sono graditi ed apprezzati da tutti i nostri amici. Del resto la loro scelta si basa su metodi semplici, si guarda la qualità oggettiva e non quella suggerita dai mass media, non si bada al marchio ma alla reale provenienza.
Sembrano delle banalità ma non lo sono. Molto spesso infatti i prodotti arrivano a noi consumatori dopo aver fatto dei percorsi incredibili, dopo aver subito delle trasformazioni superflue e incontrollabili, in confezioni tanto belle e tanto inutili, con prezzi incredibilmente lievitati rispetto al loro valore reale. Per questo il riso lo prendiamo dove si produce, il parmigiano direttamente al caseificio, le arance dagli agrumeti in Sicilia, le patate nel fucino, i biscotti al forno, il miele dall’azienda apistica. Si cerca di privilegiare la produzione artigianale rispetto a quella industriale, la piccola coltivazione rispetto a quella intensiva.
Si cerca di pagare il giusto per avere un prezzo giusto, che vuol dire guadagno adeguato per chi produce e costo adeguato per chi consuma, evitando, nei limiti del possibile, gli inutili passaggi di filiera che coinvolgono la quasi totalità delle merci dei mercati convenzionali.
Ci vediamo al GAP!
GAP Tivoli,
via Enrico Toti, 46 – Tivoli
gap.tivoli@gmail.com
347/3049721 (Augusto)
Non sono un estimatore delle classifiche, dei sondaggi e delle previsioni astrali. Credo dipenda dal mio vissuto piuttosto che da classiche deduzioni razionali. Però se nel nostro Paese siamo tornati indietro di quattordici posti nella classifica sul grado di corruzione una spiegazione ci sarà. Non voglio avventurarmi in questo tipo di analisi perché sono indicatori che, per essere apprezzati, dovrebbero essere studiati a fondo e l’interesse è scarso. Non solo. Qualcuno dei miei stimati detrattori, non aspetta altro per impallinarmi in quanto ciò dimostrerebbe quanto sia ricorrente il mio menar il can per l’aia. Il fatto è che questa notizia mi ha ricordato l’intervista al neo procuratore di Tivoli che è stata pubblicata il 17 settembre scorso sul “Nuovo Tivoli Guidonia”.
Ho aspettato qualche giorno per vedere se gli attenti osservatori della vita politica e amministrativa della nostra città lo avessero letto e, in qualche modo, ne avessero dato risalto o lo avessero semplicemente commentato. Tutto ciò che si muove viene analizzato e sezionato ma su questa intervista neanche una parola. E’ strano che sia sfuggita questa pagina perché il procuratore De Ficchy ci fa sapere, per esempio, che lo incuriosisce “la mancanza di denunce per corruzione, per vessazioni ed altri reati contro politici ed amministratori pubblici che sono di prassi presenti in tutti gli uffici che ho frequentato.” E più avanti dichiara che “Dal lato ambientale ritiene indispensabile percepire ed offrire una vita di qualità che qualifichi anche il territorio.” Per il neo procuratore “l’abusivismo edilizio e ambientale non solo sono dei reati ma è necessario dare ai cittadini la percezione della presenza nella aspirazione di giustizia che gli stessi hanno. Sono necessarie attività di iniziative e non mera ricezione di denuncia.”
Dichiarazioni importanti che mettono in evidenza sia l’esperienza dell’ex magistrato, impegnato per anni a contrastare la criminalità organizzata, sia le parole, precise e misurate con le quali richiede la collaborazione di tutte le forze del territorio compresi comuni, Provincia, Regione. Il ragionamento di De Ficchy è interessante specialmente quando afferma che: “La repressione penale non può arrivare senza il controllo dei cittadini e chi amministra, poi viene l’azione di questo ufficio” . L’intervista si conclude con una dichiarazione che forse può riguardare anche Tivoli. Infatti quando il procuratore dice: “Sono meravigliato che il piano regolatore di Guidonia, primo comune della Provincia , sia fermo al 1976″ noi possiamo benevolmente osservare che il PRG di Tivoli è ancora più “anziano” di quello della città dell’aria. Se non vado errato il piano regolatore fu commissionato nel ’69 ed approvato nel 73. Siamo quindi ad un piano regolatore studiato verso la fine degli anni ’60 per le esigenze di una cittadina in pieno sviluppo industriale. E’ urgente che si rinnovi rapidamente il nostro PRG tenendo conto che di territorio ne abbiamo consumato anche troppo.
Dalla foto notturna di un turista olandese trovo lo stimolo per pubblicare il primo post del mese di settembre. La foto ritrae la commentata opera dello scultore polacco Igor Mitoraj collocata in piazza Trento, cioè nella piazza d’ingresso per la villa d’Este. La più famose tra le ville tiburtine.
La opere di Mitoraj, leggendo qualche critica locale, non sono molto apprezzate perché riprodotte con il pantografo in quantità industriali. Non voglio avventurarmi in percorsi (per me) difficili di storia dell’arte e lascio volentieri agli addetti ai lavori le osservazioni sulle tecniche scultoree. Mi troverei in difficoltà ad affrontare le questioni della riproducibilità delle opere d’arte dopo Walter Benjamin ed anche dopo gli influssi della della pop art americana di Andy Warhol.
Non sono in grado di giudicare l’opera al pari di un critico di storia dell’arte però a me l’opera non dispiace. La sera, seduti su una panchina di travertino, si può ascoltare il suono dell’acqua che cade su quello specchio liquido che sembra sostenere il possente blocco di travertino e si prova un profondo senso di tranquillità. Che tutti possono godere.

la statua di Mitoraj davanti a Villa d'Este ritratta dall'olandese Gerard de Bruijn il 3 luglio 2008
Resta il problema sollevato da alcuni: la statua impedisce lo svolgersi della tradizionale e antichissima festa dell’inchinata. Per questo motivo in agosto la statua è stata temporaneamente rimossa e poi ricollocata con una spesa che non può essere annualmente ripetuta. Il Problema va affrontato, dibattuto e, se possibile, risolto. Sarei lieto di ospitare idee e pareri, proposte e confronti purché si svolgano con civiltà e buona educazione.
Laicamente dico che l’opera ha attirato l’attenzione del turista olandese che il 3 luglio l’ha fotografata e, dopo averla fatta vedere ai suoi amici, l’ha messa in rete e chiunque può vederla. Sarà utile al turismo per Tivoli? E’ utile per la nostra città ospitare in una piazza prestigiosa un’opera dello scultore polacco?
La pubblicità che oggi possono fare i singoli viaggiatori è molto più potente di qualsiasi campagna pubblicitaria ed è tutto no profit. Il nome dell’artista e della città fanno il giro del mondo e le immagini di Tivoli, Villa d’Este, Villa Gregoriana, Villa Adriana, il Tempio di Vesta, le possono ammirare tutti i navigatori di internet. E’ interessante. Dovremmo riuscire ad incentivare la messa in rete delle immagini che riguardano il nostro territorio.
Parlare della statua di Mitoraj è anche parlare dello sviluppo turistico di questa città.
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