Tra le tante manifestazioni, iniziative e proteste contro la enteroGelmini ci sarà anche quella di tutte le scuole di Tivoli e Guidonia.
Inaspettatamente, ma gradevolmente, gli studenti del territorio si stanno organizzando per quella che dovrebbe essere, viste le adesioni, una delle più grandi manifestazioni di studenti che il territorio possa ricordare.
Ero a Tivoli alla fine degli anni sessanta e le occupazioni, gli scioperi e le assemblee erano talmente frequenti che ci si alzava per andare a manifestare e non per andare a scuola.
L’istituto più attivo e compatto era l’Alessandro Volta ma via via tutti gli altri seguivano a ruota ed i cortei, sempre partecipati, erano praticamente quotidiani. I Geometri non aveva una sede, il Liceo non aveva una sede, chi aveva una sede non poteva riunirsi in assemblea per discutere dei problemi ed i genitori erano preoccupati per la sorte dei loro pargoli. Le assemblee erano vietate e per farle si rischiavano giorni e giorni di sospensione ma era una forma di democrazia partecipata irresistibile per chi voleva esprimere davanti a tutti il proprio pensiero, la propria visione del mondo, i propri sogni.
Le manifestazioni erano tutte politiche ed egemonizzate dai movimenti di sinistra.
La novità di oggi è questa: sembra che si abbia paura della politica, che viene vista come una entità negativa che possa “sporcare” la lotta degli studenti medi. E’ vero che alcune organizzazioni di tipo neofascista tendono a voler mascherare la loro contorta ideologia con le parole d’ordine dell’a-partitismo e della a-politica.
E’ un trucco. Tutto ciò che tende a cambiare la nostra vita con la lotta è politica.
Cosa c’è di più politico di una manifestazione di studenti che reclamano la difesa della scuola pubblica ed il diritto a non essere derubati del loro futuro?
Eppure anche gli studenti di sinistra, quelli che prendono per il culo il nano di Arcore e lo deridono come fosse un povero vecchio, sono caduti nel tranello di non mischiare la politica nelle rivendicazioni studentesche; hanno cioè scelto di accettare l’ossimoro che gli viene proposto dai qualunquisti e dai neonazisti di Casapound e della loro emanazione del Blocco Studentesco. Il Blocco, “la giovinezza al potere”, fa politica in tutte le scuole, nelle piazze, negli stadi, negli ospedali sempre in cerca di militanti. Il Blocco si presenta alle elezioni scolastiche, se si tiene la guardia bassa possono vincerle, gestiscono studenti ignari, si riuniscono, rivendicano occupazioni e/o autogestioni (vedi al classico di Tivoli) però vogliono che la politica (quella degli altri!) stia lontana dalle manifestazioni e dalle giuste rivendicazioni degli studenti per il loro diritto al futuro.
Per capire come stanno le cose dobbiamo sempre fare riferimento alla Storia ed alla Memoria. Non dobbiamo dimenticare cosa tentarono di fare con l’onda gli “apolitici” del Blocco a piazza Navona; in assenza di una risposta decisa alla loro violenza avrebbero terrorizzato migliaia di giovani studenti che NON erano andati in piazza con caschi e mazze ma che, a mani nude, li cacciarono a pedate.

Ecco, fino a quando si riempiono la bocca di “giovinezze al potere” e “arrembaggi”, si possono ancora tollerare ma quando iniziano a fare e ad agire per quello che sono, dei veri e propri neofascisti, occorre fare politica ed isolarli. Ricordiamoci che i neofascisti mai sono stati dalla parte giusta, loro non sono amici dei movimenti di liberazione, sono soltanto dei servi che credono di parlare liberamente. E come tali vanno considerati.
Anche il giorno successivo c’è un appuntamento nazionale molto importante per gli studenti e, statene certi, qui si fa politica, quella buona. Qui il blocco non ha spazi politici.

Con la speranza che lunedì 13 a Tivoli ed il 14 a Roma, il sole splenda alto.
In bocca al lupo ragazzi.
Fortebraccio