Archivio delle Categorie: Cultura

“Si sta facendo tardi Titus, dobbiamo andare …”

Post n°1011 pubblicato il 20 Giugno 2011 da fortebraccio1947

“dobbiamo andare, Titus … andiamo a vedere se Vincenzorum o Gallottìnus ci hanno trovato due biglietti per entrare alla serata di gala, così possiamo vedere i VIP da vicino e banchettare insieme a loro …”

Diamo in anteprima le nozioni minime sul restauro per dialogare con gli altri invitati e non essere individuati tra i più ignoranti della Val d’Aniene.

 

Se a qualcuno sfugge il senso (lievemente) ironico del consiglio, può sempre dare una letta ai documenti ufficiali della città del futuro che, prima dell’inaugurazione, ha già visto una “colata di cemento che ha sepolto per sempre i resti antichi” dell’anfiteatro.

Da dove iniziare (seriamente)?   ——–> F.C.Giuliani


Oggi abbiamo il dovere di ricordare un grande intellettuale, un vero antifascista, un autentico comunista: Antonio Gramsci

Post n°994 pubblicato il 27 Aprile 2011 da fortebraccio1947

antonio gramsci

“Lo Stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d’infamare col marchio di briganti.”

il brano, scritto nel 1920, si riferisce al Regno d’Italia costituito sotto la monarchia Sabauda.

Gramsci nel 1935

“Quando discuti con un avversario, prova a metterti nei suoi panni. Lo comprenderai meglio e forse finirai con l’accorgerti che ha un po’, o molto, di ragione. Ho seguito per qualche tempo questo consiglio dei saggi. Ma i panni dei miei avversari erano così sudici che ho concluso: è meglio essere ingiusto qualche volta che provare di nuovo questo schifo che fa svenire.”

dal libro “La nostra città futura. Scritti torinesi (1911-1922)”

Antonio Gramsci (Ales, 22 gennaio 1891 – Roma, 27 aprile 1937)


Tivoli: il fuoco sacro sarà la nostra salvezza?

Post n°988 pubblicato il 05 Aprile 2011 da fortebraccio1947

fuoco sacroTremiladuecentoventisei anni non sono pochi. Ed è oggi, in questa tiepida giornata primaverile, che l’amministrazione comunale ha deciso di dare l’avvio ai festeggiamenti di compleanno per la città superba.

Ed è oggi, subito dopo aver letto il programma del “Natale di Tivoli”, che ho avuto per ore lo stesso pensiero:

davvero alle 13.30 il sindaco Gallotti accenderà “il rituale fuoco sacro presso il tempio della Sibilla”?

Grande responsabilità quella di mantenere acceso il fuoco sacro nel tempio della Sibilla. Altri sindaci, che non hanno mai avuto la dimistichezza con la carta che ha il sindaco Gallotti, negli anni passati hanno fallito.

Vincenzi, quando sfidò il fuoco sacro per la prima volta fu costretto a dimettersi per aver fatto cilecca dopo aver consumato tre scatole di svedesi. La seconda volta, dalla città dei diritti, si presentò al tempio sottobraccio alla sibilla Cumana e la sibilla Tiburtina capì che se voleva conservare l’incarico doveva ungere con l’olio delle lucerne i sacri ramoscelli di alloro utilizzati per il fuoco sacro. Da allora Vincenzi rimase in carica per cinque anni ed il fuoco fu direttamente alimentato dai suoi delegati. Una volta mandò anche il politologo Giorgi.

Baisi, da sindaco, telefonò a Vincenzi prima di cimentarsi nell’impresa del fuoco sacro ma, come tutti sanno, a nulla valse l’esperienza dell’ex sindaco e vani furoni i consigli. Baisi neanche con il lanciafiamme riuscì ad avviare il sacro fuoco. Baisi fallì, il fuoco si spense e le Peleadi furono sostituite dalle Erinni. Peppe cadde tra mille sofferenze consolato dalla triste consorte.

Ora il “cerino” è nelle mani del sindaco Gallotti ed è questo che mi angoscia: perché il popolo delega per incarichi così importanti, come quello di accendere il sacro fuoco, a chi si intende di carta ma non di fuoco?

Sono preoccupato per il fuoco sacro del tempio della Sibilla nel 3226° natale di Tivoli. La sfida è ardua e difficilmente questa amministrazione riuscirà ad accendere il sacro fuoco per illuminare le menti e scaldare il cuore del popolo della città superba.


Tivoli Terme: Presentazione libro “Sciascia e i comunisti” di Emanuele Macaluso

Post n°986 pubblicato il 27 Marzo 2011 da fortebraccio1947

sciascia e i comunisti copertinalibroLunedì 28 marzo alle 18,30 presso la Sala Adriana del Grand Hotel Duca d’Este di Tivoli Terme – via Tiburtina Valeria 330 – Emauele Macaluso presenterà il suo ultimo volume “Sciascia e i comunisti” (ed. Feltrinelli).  L’evento è promosso da Alessandro De Angelis, consigliere comunale del PD di Guidonia Montecelio.
Emanuele Macaluso, giornalista professionista e militante storico del Partito Comunista a cui si iscrisse clandestinamente nel 1941, è stato direttore de “L’Unità” dal 1982 al 1989 e senatore della Repubblica tra il 1976 e il 1992.
Macaluso conobbe Sciascia sul finire degli anni Trenta. Nacque un’amicizia tra l’autore, comunista, e lo scrittore, intellettuale e anticonformista, figli della stessa terra di Sicilia e soprattutto legati dall’antifascismo e da un incessante confronto su vicende e conflitti che hanno segnato mezzo secolo di storia italiana.
Molto si è scritto sul rapporto di Leonardo Sciascia con la politica, centrale in tutta la sua opera di scrittore e polemista.
Grazie a questo rapporto di amicizia intellettuale, anche segnato da polemiche roventi, Macaluso ha potuto raccogliere un’ampia documentazione e tracciare con inedite interpretazioni l’itinerario politico di Sciascia, dando la sua testimonianza sul rapporto che lo scrittore ebbe con la politica e con i comunisti

fonte: Montecelio.net

 

«  Forse tutta l’Italia va diventando Sicilia… A me è venuta una fantasia, leggendo sui giornali gli scandali di quel governo regionale: gli scienziati dicono che la linea della palma, cioè il clima che è propizio alla vegetazione della palma, viene su, verso il nord, di cinquecento metri, mi pare, ogni anno… La linea della palma… Io invece dico: la linea del caffè ristretto, del caffè concentrato… E sale come l’ago di mercurio di un termometro, questa linea della palma, del caffè forte, degli scandali: su su per l’Italia, ed è già, oltre Roma…  »
( Leonardo Sciascia, Il giorno della civetta, 1961)

Sgombero romanì di Tivoli: “Violate le convenzioni sui diritti umani”

Post n°983 pubblicato il 21 Marzo 2011 da fortebraccio1947
da http://www.inviatospeciale.com
Autore: falcioni. Data: venerdì, 18 marzo 2011

Continuano in Italia le violazioni di convenzioni internazionali per i diritti umani a discapito, tanto per cambiare, di cittadini di etnia romanì. Stavolta è toccato ai circa 200 abitanti dell’”insediamento informale” Stacchini di Tivoli, in provincia di Roma: un campo esistente da circa 17 anni all’interno di un’ex polveriera, una zona ritenuta tossica a causa della presenza elevata di polveri metalliche e polveri di amianto.

Secondo una ricerca effettuato dall’Associazione 21 luglio, nel campo vivevano 200 cittadini rumeni, in prevalenza di etnia rom, di cui 63 minori (16 di età compresa tra 1 e 4 anni). Le condizioni di vita erano miserevoli, tanto che erano stati riscontrati casi di tubercolosi e di gravi patologie psicofisiche. Per non parlare della mancanza di corrente elettrica e acqua potabile che rendevano tutto ancora più complicato.

 

Si trattava, con ogni evidenza, di una situazione del tutto insostenibile che, tuttavia, richiedeva una consultazione con gli abitanti del campo per la sua risoluzione. Il 3 dicembre 2010 scorso l’Associazione 21 luglio, insieme ad altre quattro associazioni, aveva invitato, con una lettera, le autorità locali “a sospendere ogni eventuale iniziativa di sgombero e a indire un tavolo tecnico con gli enti locali, i rom residenti e le associazioni al fine di individuare percorsi alternativi volti ad offrire soluzioni abitative e progetti di inclusione sociale alle famiglie rom”.

… [leggi tutto su rifondazionetivoli]


Domenica 6 febbraio il GAP è di nuovo in azione. Dalle 10.00 alle 12.30

Post n°966 pubblicato il 05 Febbraio 2011 da fortebraccio1947

gap a tivoli domenica 6 febbraio 2011


E’ di nuovo record!

Post n°962 pubblicato il 19 Gennaio 2011 da fortebraccio1947

Ancora una volta il record di “Avambraccio nella sfera” è stato vinto dal nostro comune.

Quest’anno l’assessore delegato dal sindaco è riuscito a rimanere con l’avambraccio nella sfera trasparente per ben TRE giorni, SETTE ore, QUARANTACINQUE minuti.

estrazione lotteria

Nella foto le ultime fasi prima del record.

Complimenti a tutti e … in bocca al lupo per il prossimo anno!


Lunedì 13 dicembre Studenti di Tivoli e Guidonia in corteo contro la riforma: è buona politica!

Post n°948 pubblicato il 12 Dicembre 2010 da fortebraccio1947

lunedi 13 manifestazione studentesca scuole tivoli guidonia NORSTra le tante manifestazioni, iniziative e proteste contro la enteroGelmini ci sarà anche quella di tutte le scuole di Tivoli e Guidonia.

Inaspettatamente, ma gradevolmente, gli studenti del territorio si stanno organizzando per quella che dovrebbe essere, viste le adesioni, una delle più grandi manifestazioni di studenti che il territorio possa ricordare.

Ero a Tivoli alla fine degli anni sessanta e le occupazioni, gli scioperi e le assemblee erano talmente frequenti che ci si alzava per andare a manifestare e non per andare a scuola.

L’istituto più attivo e compatto era l’Alessandro Volta ma via via tutti gli altri seguivano a ruota ed i cortei, sempre partecipati, erano praticamente quotidiani. I Geometri non aveva una sede, il Liceo non aveva una sede, chi aveva una sede non poteva riunirsi in assemblea per discutere dei problemi ed i genitori erano preoccupati per la sorte dei loro pargoli. Le assemblee erano vietate e per farle si rischiavano giorni e giorni di sospensione ma era una forma di democrazia partecipata irresistibile per chi voleva esprimere davanti a tutti il proprio pensiero, la propria visione del mondo, i propri sogni.

Le manifestazioni erano tutte politiche ed egemonizzate dai movimenti di sinistra.

La novità di oggi è questa: sembra che si abbia paura della politica, che viene vista come una entità negativa che possa “sporcare” la lotta degli studenti medi. E’ vero che alcune organizzazioni di tipo neofascista tendono a voler mascherare la loro contorta ideologia con le parole d’ordine dell’a-partitismo e della a-politica.

E’ un trucco. Tutto ciò che tende a cambiare la nostra vita con la lotta è politica.

Cosa c’è di più politico di una manifestazione di studenti che reclamano la difesa della scuola pubblica ed il diritto a non essere derubati del loro futuro?

Eppure anche gli studenti di sinistra, quelli che prendono per il culo il nano di Arcore e lo deridono come fosse un povero vecchio, sono caduti nel tranello di non mischiare la politica nelle rivendicazioni studentesche; hanno cioè scelto di accettare l’ossimoro che gli viene proposto dai qualunquisti e dai neonazisti di Casapound e della loro emanazione del Blocco Studentesco. Il Blocco, “la giovinezza al potere”, fa politica in tutte le scuole, nelle piazze, negli stadi, negli ospedali sempre in cerca di militanti. Il Blocco si presenta alle elezioni scolastiche, se si tiene la guardia bassa possono vincerle, gestiscono studenti ignari, si riuniscono, rivendicano occupazioni e/o autogestioni (vedi al classico di Tivoli) però vogliono che la politica (quella degli altri!) stia lontana dalle manifestazioni e dalle giuste rivendicazioni degli studenti per il loro diritto al futuro.

Per capire come stanno le cose dobbiamo sempre fare riferimento alla Storia ed alla Memoria. Non dobbiamo dimenticare cosa tentarono di fare con l’onda gli “apolitici” del Blocco a piazza Navona; in assenza di una risposta decisa alla loro violenza avrebbero terrorizzato migliaia di giovani studenti che NON erano andati in piazza con caschi e mazze ma che, a mani nude, li cacciarono a pedate.

blocco studentesco scontri piazza navona

Ecco, fino a quando si riempiono la bocca di “giovinezze al potere” e “arrembaggi”, si possono ancora tollerare ma quando iniziano a fare e ad agire per quello che sono, dei veri e propri neofascisti, occorre fare politica ed isolarli. Ricordiamoci che i neofascisti mai sono stati dalla parte giusta, loro non sono amici dei movimenti di liberazione, sono soltanto dei servi che credono di parlare liberamente. E come tali vanno considerati.

Anche il giorno successivo c’è un appuntamento nazionale molto importante per gli studenti e, statene certi, qui si fa politica, quella buona. Qui il blocco non ha spazi politici.

manifestazione nazionale roma studenti 14.12.2010

Con la speranza che lunedì 13 a Tivoli ed il 14 a Roma, il sole splenda alto.

In bocca al lupo ragazzi.

Fortebraccio


Sabato 04 Dicembre, distribuzione del GAP

Post n°946 pubblicato il 04 Dicembre 2010 da fortebraccio1947
Ho ricevuto questo post dagli amici del GAP di Tivoli e volentieri lo pubblico con la speranza di fare cosa gradita a chi lo ha spedito e a chi lo potrà leggere. Complimenti compagni.

gap sovranita alimentare

Carissim@ amic@,

sabato 4 Dicembre ci vediamo al GAP in via Enrico Toti 45 a Tivoli, dalle 9.30 alle 13.00 per la consueta distribuzione settimanale.
La partecipazione al gap sta gradualmente aumentando e ogni settimana vengono a trovarci persone e famiglie nuove e auspichiamo che questa tendenza possa continuare con la stessa costanza, settimana dopo settimana. Più siamo e meglio stiamo!
E’ piu’ di un anno e mezzo che è iniziata questa esperienza di spesa collettiva; il GAP ha esordito a Tivoli distribuendo pagnotte acquistate al panificio ad 1 € al Kg, in sole tre mattinate sono stati distribuiti 350 kg di pane.  Dopo questo successo, quella che era nata come una sporadica iniziativa contro il carovita, ha mostrato le proprie potenzialità e si è consolidata. Cosi’ si è iniziato ad acquistare altri prodotti essenziali come la pasta e il riso, i pomodori, le patate. Il resto è venuto da se.

Tutti i prodotti che abbiamo acquistato fin’ora sono graditi ed apprezzati da tutti i nostri amici. Del resto la loro scelta si basa su metodi semplici, si guarda la qualità oggettiva e non quella suggerita dai mass media, non si bada al marchio ma alla reale provenienza.
Sembrano delle banalità ma non lo sono. Molto spesso infatti i prodotti arrivano a noi consumatori dopo aver fatto dei percorsi incredibili, dopo aver subito delle trasformazioni superflue e incontrollabili, in confezioni tanto belle e tanto inutili, con prezzi incredibilmente lievitati rispetto al loro valore reale. Per questo il riso lo prendiamo dove si produce, il parmigiano direttamente al caseificio, le arance dagli agrumeti in Sicilia, le patate nel fucino, i biscotti al forno, il miele dall’azienda apistica. Si cerca di privilegiare la produzione artigianale rispetto a quella industriale, la piccola coltivazione  rispetto a quella intensiva.

Si cerca di pagare il giusto per avere un  prezzo giusto, che vuol dire guadagno adeguato per chi produce e costo adeguato per chi consuma, evitando, nei limiti del possibile, gli inutili passaggi di filiera che coinvolgono la quasi totalità delle merci dei mercati convenzionali.

Ci vediamo al GAP!

GAP Tivoli,
via Enrico Toti, 46 – Tivoli
gap.tivoli@gmail.com
347/3049721
(Augusto)


Feria d’agosto

Post n°921 pubblicato il 14 Agosto 2010 da fortebraccio1947

Guardo giovani che accumulano legna sulla spiaggia e scavano le buche che serviranno per i falò. E’ una festa popolare che spinge centinaia di ragazzi e ragazze a passare la notte in riva al mare.

Ci sono snche famigliole con bimbi piccoli attrezzate con piccole tende improvvisate che serviranno per mettere al calduccio i più piccini quando dormiranno.

Si cucina, sulla brace che restera sul fondo della buca, soprattutto pesce comprato al mercato della mattina e portato con semplici buste di plastica. I più organizzati arrivano con camioncini e scaricano, oltre alla legna, tavoli di plastica e qualche sacco a pelo.

La notte di ferragosto è una notte per stare svegli, con gli amici e con la ragazza che ami. A mezzanotte si faranno il bagno e poi si asciugheranno davanti ai falò.

Nei locali tipici, in realtà frequentati solo da turisti, si preparano grandi barbecue a carbonella per cuocere centinaia di spiedini di pesce. Qui la festa è più misurata, quasi imbalsamata.

La festa vera è quella sulla spiaggia attorno ai falò che annunciano il giorno di riposo. La speranza è che nessuno di questi ragazzi, domani, farà gli auguri al padrone per ottenere una mancia.


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