L’attacco dei soldati israeliani alla piccola flotta di pacifisti che si stavano dirigendo verso Gaza per portare aiuti umanitari è un atto di tipo terroristico. Non esistono giustificazioni che possano essere accettate. Non ci possono essere scuse per giustificare la morte di civili disarmati impegnati in un progetto umanitario.

Purtroppo sono ancora in molti a pensare che lo stato di Israele sia costretto a difendersi per evitare la sua cancellazione. I fatti degli ultimi anni ci dicono il contrario. E’ lo stato israeliano, integralista e sionista, che sta cancellando i palestinesi attraverso un genocidio.
Molto tempo fa, forse più di due anni, pubblicai un video che ritraeva soldati israeliani che sparavano ad un prigioniero palestinese, legato e bendato, che non poteva più offendere. Un altro video famoso è quello di come i sionisti rompevano le braccia ai prigionieri palestinesi.
Hanno costruito un muro di centinaia e centinaia di chilometri per isolare i palestinesi, hanno rinchiuso gli abitanti di Gaza in una prigione a cielo aperto dove non è possibile portare viveri, medicinali, libri, matite, quaderni. A Gaza si muore senza processo: o sotto i bombardamenti o per fame.
I pacifisti della Freedom flotilla volevano portare un aiuto concreto a chi sta soffrendo ingiustamente. Sono stati colpiti in acque internazionali e sparati come fossero dei terroristi. Il problema della Palestina non lo può risolvere uno stato che usa la violenza uccidendo dei civili indifesi.
Il problema della Palestina lo deve affrontare la comunità internazionale tenendo conto che Israele si comporta come uno stato terrorista.
